Una rabbia, scomoda

La rabbia con cui ti esprimi è della giovane età“, scrivono in riferimento a Le Amazzoni Fuoriose, un blog che parla di cancro al seno da un punto di vista diverso da quello attraverso cui siamo abituate a sentirne parlare. Sul blog de Le Amazzoni Furiose la sofferenza, le sconfitte e le domande, anche quelle più scomode, perché realistiche, trovano spazio. La realtà del cancro al seno ci viene presentata e descritta in tutta la sua crudezza e crudeltà, da chi l’ha vissuta tra l’altro sulla sua pelle. Ci si interroga in quello spazio sulle cause di questa malattia. Perché? Perché sempre più giovani donne si ammalano? Perché ci parlano della diagnosi precoce come l’unico modo per affrontarla?
La rabbia di chi si è ammalata di cancro al seno in giovane età prende forma. Si solleva e ha il sopravvento sul coro di persone che quando parlano della malattia preferiscono farlo in un modo edulcorato richiamando l’attenzione solo sul coraggio e la forza di chi ce la fa o ce l’ha fatta. La rabbia espressa da Le Amazzoni Furiose, spaventa, perché l’imperativo è l’ottimismo, a tutti i costi. Così capita di ricevere rimproveri. Come spesso succede le voci fuori dal coro vengono richiamate all’ordine.

Ma noi non abbiamo bisogno di paternalismi o maternalismi di alcun tipo.
La rabbia espressa da Le Amazzoni Furiose tra l’altro non è senza fondamento.
Le persone di giovane età sono spesso additate da chi crede di essere nel giusto e si fa forte delle sua età adulta. Ma l’età adulta non è sempre sinonimo di saggezza.
Ho conosciuto saggi anche tra i più piccoli, negli asili nido, nelle scuole e nei centri di accoglienza, dove le difficoltà della vita non risparmiano i più giovani solo perché “piccoli”, “giovani” e “non adulti”. Ho conosciuto sprovveduti, persone dotate di scarso senso critico, persone senza imparzialità e opportunisti, persone pronte a puntare il dito contro il prossimo soprattutto nel mondo degli “adulti”. Quante volte gli stessi insegnanti, dall’alto del loro pulpito hanno finito per trasmettere valori “a testa in giù”?
Le persone più grandi di noi da un punto di vista anagrafico ci trattano come ragazzine alle prime armi ogni volta che la nostra competenza e preparazione mette in discussione la loro. Ma per fortuna non sono tutti così.
Altre volte c’è addirittura chi ci accusa di vivere le ingiustizie di questo mondo subite sulla nostra pelle senza arrabbiarci troppo. Per fortuna non sono tutti così.
Insomma qualunque cosa facciamo e in qualunque modo lo facciamo, per una certa  categoria di persone, quelle che “se non la pensi come me, taci perché sei giovane”, sbagliamo.
Siamo stanche del vostro giudizio.
La rabbia probabilmente è tutto ciò che ci resta in questo mondo ingiusto che spesso le stesse persone che ci accusano, a seconda dei casi, di troppa o scarsa rabbia, dimenticano di averci loro stesse consegnato.
Attaccare Le Amazzoni Furiose con questi insulti, o non fare niente per moderarli e contenerli, non è da persona saggia.
Chi attacca una delle Amazzoni Furiose, signori e signore, attacca la rabbia di tutte noi contro le ingiustizie di un mondo che fin ora non ci ha consegnato nulla di buono. Non smetteremo di essere arrabbiate, scordatevelo!

le amazzoni furiose

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About Le Linguacciute

Ho deciso di prendere la parola, appiccicandomi addosso l’etichetta di “linguacciuta”. Un termine che indica l’essere pettegola o l’eccessivamente loquace, tradizionalmente e storicamente utilizzato per stigmatizzare un comportamento considerato, a torto, tipicamente femminile. Intendo farlo mio smontandolo, decostruendolo e frantumandolo in piccole, anzi piccolissime schegge di storie e narrazioni.
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One Response to Una rabbia, scomoda

  1. Potete starne certe, carissime Linguacciute. Non ci fermeranno mai.

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