Il piccolo tiracalci

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Il piccolo tiracalci è un bambino di sei anni che oggi mi ha dato il suo benvenuto in un quartiere al nord del centro storico di Napoli. “Vattenn’” mi ha detto “Io sono come lei!” ha continuato, riferendosi a una ragazzina di 10 anni che gli stava accanto e che lo zittiva ogni volta che lui provava a dire qualcosa, così come del resto zittiva, alla velocità di un fulmine, tutti quelli che avevano la sventuara di trovarsi davanti ai suoi piedi. Ha la risposta pronta la ragazza. E’ sulla difensiva e parte all’attacco ancor prima di dare agli altri il tempo di capire che avrebbero potuto attaccarla o che forse avrebbero dovuto iniziare a difendersi dai suoi attacchi. Lui, invece, il piccolo tiracalci, è come lei, o almeno è come lei che vorrebbe essere. Io invece sono la straniera, la sconosciuta o forse sarebbe meglio dire la strana che oggi è piombata nel suo territorio, nel suo mondo. “Resti qui per sempre?” mi dice la ragazzina. “No, non resto qui per sempre, io sarò qui solo per alcune settimane e poi verranno altre mie colleghe”. “Eh, vi pagano per stare qui e noi vi daremo da lavorare”, esclama intanto un altro ragazzino alle mie spalle. No, non sono ingenui, hanno gli occhi aperti sul mondo e non si fanno false illusioni. E mentre io sono lì tra di loro divento immediatamente per il piccolo tiracalci un’ottima opportunità per dimostrare ai più grandi che anche lui sa darci dentro, senza timore. E così, temerario e coraggioso, il piccolo tiracalci si avventa su di me gridando “Vattenn’!”. E mi spinge fuori. Lontano. “Vattenn’!”. Perchè non c’è posto per me in quell’angolo di mondo che è quella stanza, quella casa, quel vicolo stretto stretto dove due mondi oggi hanno solo provato ad avvicinarsi…

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About Le Linguacciute

Ho deciso di prendere la parola, appiccicandomi addosso l’etichetta di “linguacciuta”. Un termine che indica l’essere pettegola o l’eccessivamente loquace, tradizionalmente e storicamente utilizzato per stigmatizzare un comportamento considerato, a torto, tipicamente femminile. Intendo farlo mio smontandolo, decostruendolo e frantumandolo in piccole, anzi piccolissime schegge di storie e narrazioni.
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2 Responses to Il piccolo tiracalci

  1. orybal says:

    Non desistere. Ti sfidano perchè vogliono vedere se hai il coraggio di volergli bene…. credo. E tu sei della stessa città, stesso accento. Immagino me, col mio, lì… a fare da tirassegno 😉

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